La struttura organizzativa della scuola è costituita da diversi attori, ciascuno con attribuzioni e competenze specifiche.

La stratificazione normativa e la mancata riforma degli organi collegiali (che avrebbe dovuto conseguire al conferimento dell’autonomia) hanno creato, in qualche caso, sovrapposizioni di ruoli e di livelli decisionali.

In base al principio della divisione delle competenze, nella scuola si possono individuare tre diverse funzioni, così articolate:

  • funzione politica (o di indirizzo), propria del consiglio di istituto;
  • funzione gestionale, di competenza del dirigente scolastico, coadiuvato dalle diverse figure di sistema;
  • funzione tecnica, affidata al collegio docenti con le sue articolazioni funzionali.

Tra un filone e l’altro esistono molteplici connessioni, che è compito strategico del dirigente identificare e orientare verso fini condivisi. Ad esempio, l’elaborazione del POF, la sua attuazione e la verifica dei risultati raggiunti spetta al collegio docenti, sulla base di indirizzi fissati dal consiglio di istituto. Alla realizzazione del POF provvede il collegio, articolato in consigli, commissioni, referenti ed altro. I risultati finali vengono raccolti in sede di collegio e restituiti al consiglio di istituto.
In tali passaggi riveste un ruolo determinante il dirigente scolastico, che presiede tutti gli organi collegiali (fatta eccezione per il consiglio di istituto, dei cui lavori è però responsabile in quanto presiede la giunta esecutiva) e organizza le risorse umane e finanziarie disponibili, in funzione dei risultati attesi.

Il coordinamento tra le diverse funzioni sopra descritte è garantito dallo staff di direzione, costituito dal dirigente, da un collaboratore, dal direttore SGA e allargato, in base alle necessità, al coinvolgimento di referenti, funzioni strumentali, responsabili di progetto.